Che differenza c’è tra authorship e author rank? e quali benefici si ottengono da essi?


La settimana scorsa abbiamo visto come fare in modo che nelle serp esca la vostra faccina indicando a Google che quei contenuti vi appartengono. Google si è studiato bene l’idea, in questo modo spinge l’utente a iscriversi su Google plus ed inserire tutte le informazioni.

Quali benefici si ottengono tramite la Google Authorship?

– Secondo alcuni studi far apparire la propria immagine nelle serp (indipendentemente che sia quella del nostro viso o quella di un culo che scorreggia) aumenta i click verso i nostri contenuti, infatti l’essere umano tende a non cliccare al di sotto dell’immagine presente nelle serp.

– Altri benefici possono essere quelli relativi al trust, infatti Matt Cutts dice che in presenza della foto dell’autore di un contenuto nella serp, aumentano i click proprio perchè gli utenti tendono a fidarsi maggiormente. Il trust ottenuto grazie all’Autorship secondo Cutts potrebbe avere degli effetti sul raking nel momento in cui un autore acquisisce una certa popolarità, Google già agisce in questo modo con i brand, quando capisce che online è presente un sito appartenente ad un brand consolidato, gli attribuisce una certa importanza, questo è quello che accadrà anche con l’authorship, infatti ultimamente si parla anche dell’autor rank.

Che differenza c’è tra authorship e author rank?

L’authorship è nata per rivendicare la paternità dei contenuti mentre il rel author serve per valorizzare gli autori (un pò come accade con il pagerank per i siti) in base alla qualità dei loro contenuti, la qualità dei contenuti può essere misurata ad esempio in base alle condivisioni nei social network e quindi come il solito ritorniamo a tutti quei segnali che indicano la bontà di un contenuto, ovvero tempo di permanenza, frequenza di rimbalzo, ecc., ovviamente per far sì che i contenuti valorizzino l’autore, bisogna indicare a Google l’autorship, quindi c’è una stretta correlazione tra l’author rank e l’authorship. Matts Cutts ha parlato anche dell’Agent Rank (indicando come sia posibile assegnare ai contenuti online una firma digitale che rivendica la paternità).

Quindi cosa è consigliabile fare?

– Se avete dei contenuti di qualità sparsi nel web, indicate a Google che siete gli autori

– Continuate a produrre contenuti di qualità

– Evitate di produrre e di collegare al vostro account autore i contenuti di scarsa qualità, evitando di pubblicarli su siti a basso trust altrimenti ciò comporterebbe degli effetti negativi sul vostro author rank

– Evitate di parlare di varie aree tematiche, sarebbe meglio se il vostro author rank cresca grazie a dei contenuti che parlano di determinati argomenti no? Dovete far capire a Google in cosa siete specializzati e autorevoli.

– Utilizzate Google+ per far crescere il vostro AuthorRank interagendo sopratutto con gli utenti interessati alla vostra nicchia, Google infatti può identificare gli utenti che vi inseriscono nelle cerchie e sopratutto può capire se le cerchie sono riferite ad una determinata nicchia di utenza.

– Proprio come accade con i link, bisogna farsi inserire nelle cerchie di persone autorevoli

– Fate in modo che il vostro profilo Google+ riceva dei link

Credo di aver detto troppo per oggi, certo che è diventato un compito duro fare seo, mi sà che mollo questo lavoro, faccio seo solo per aziende disposte a pagarmi un sacco di soldi, altrimenti preferisco curare i miei siti hihi. Non vale più la pena lavorare per altre aziende ottimizzanto tutti gli aspetti necessari per un buon posizionamento, per poi chiedere una cifra di 1000€ ad esempio anche se si tratta di una parola poco competitiva, mi sono accorto che tutti i siti che in passato sono riuscito a posizionare con le vecchie tecniche seo, sono spariti dalla prima pagina, è arrivato il momento di vedere la seo sotto una nuova ottica.